Il colore negli interni: è solo questione di gusto?

Il colore è un argomento molto sentito e di cui si parla spesso da qualche anno a questa parte, soprattutto da quando è un po’ “tramontato” il “total white” ma, una cosa è parlare di colore come gusto personale o tendenza, tutt’altra è riferirsi alla “cultura del colore” .

Si tratta infatti di un argomento ancora relativamente diffuso – persino tra gli addetti ai lavori – e di cui poco si conosce, tanto che il tema del colore negli interni viene perlopiù trattato come un mero aspetto estetico, che può migliorare un ambiente in maniera facile ed economica.

Invece è molto più di questo: rappresenta infatti uno strumento fondamentale in un progetto, perché modifica la percezione dello spazio e agisce sulle sensazioni e sulle emozioni. Possiamo affermare che un corretto ed esperto uso del colore può migliorare la qualità dell’ambiente, non solo dal punto di vista estetico, ma anche percettivo, facilitando l’orientamento, attivando sensazioni piacevoli, sostenendo le funzioni della vita quotidiana. In definitiva, essendo costantemente immersi nel colore, possiamo attraverso di esso,  migliorare la qualità della vita stessa.

Ma se il colore negli interni è davvero così importante, come scegliere quello “giusto”? Quello adatto per ogni stanza, in sintonia con le funzioni che vi si svolgono? Come essere guidati nella scelta delle tinte e nei suoi accostamenti? Esistono regole o schemi da seguire?

Difficile dare “ricette”, anche perchè la situazione va valutata caso per caso. Sono molti infatti,  gli elementi che concorrono alla scelta del colore se si vuole ottenere un progetto cromatico fatto ad arte:

Il luogo del progetto ad esempio: città, mare, montagna o campagna hanno tonalità ed intensità proprie: cambia il luogo,  la  latitudine e con essa la luce e quindi i colori. Vi siete mai chiesti come mai nel Nord Europa si usano tonalità diverse che al Sud? Come mai in Africa non si utilizza la stessa scala cromatica che in Inghilterra? E perchè i colori mediterranei risulterebbero decisamente pacchiani a Parigi?

Il tipo cliente: Uomo o donna, giovane o maturo, romantico o intellettuale, studenti o manager, ciascun “target” ha i colori più adatti e sicuramente non  bisogna dimenticare le preferenze personali. Non ci sono colori sbagliati, solo variazioni ed espressioni soggettive. Tuttavia una buona libreria di esempi può aiutare nelle scelte.

La funzione dello spazio: a che cosa è adibito lo spazio su cui si interviene? Se si tratta di un’abitazione, per ogni funzione ci sono i colori più appropriati: relax o attività, momenti conviviali o intimità, studio o svago. 

Ancora più delicata la questione dei luoghi di cura dove colori non correttamente progettati, si riflettono pesantemente sullo stato psicologico dei pazienti. Per fortuna molte cose stanno cambiando, anche nella progettazione cromatica di questi ambienti e finalmente si comincia a diffondere un uso del colore più consapevole.

Bisogna quindi conoscere le caratteristiche e le particolarità di ciascuna tonalità per sapere quale è meglio utilizzare. Generalmente i colori maggiormente presenti in natura sono in assoluto i più graditi: Il verde e il blu risultano gradevoli e  rilassanti, il rosso è stimolante, in quanto legato ai processi vitali e al cibo, il giallo è il colore della gioia, l’arancio è energizzante (spesso viene usato nei luoghi di attività fisica), il viola è il colore della spiritualità; il nero quello dell’eleganza, ma anche del lutto.  Il bianco, che da sempre è stata la scelta più facile ed ovvia, è il colore della neutralità, della luce e della purezza sia fisica che spirituale. Strausato non solo in casa, ma anche negli ospedali, dove tutto doveva essere “igienico”, è il responsabile di quella spiacevole sensazione di asetticità che tutti conosciamo.

Oltre all’aspetto psicologico, c’è quello fisiologico: in altre parole il nostro corpo reagisce fisicamente al colore: il rosso fa aumentare la pressione sanguigna e la percezione del calore, il blu, al contrario, raffredda e rilassa, addirittura può intristire. In alcune culture il blu è legato alla nostalgia (il “Blues” è infatti una musica nostalgica).

Da questa rapida carrellata possiamo già evincere che il rosso, e in generale i colori caldi e “attivi”, non siano i più adatti alla camera da letto o al bagno. Mentre il viola e  il blu in cucina e nei luoghi della convivialità, non sono decisamente la scelta migliore. I colori neutri, che sono intramontabili e generalmente i preferiti perchè facili da usare, possono essere ravvivati da accenti cromatici che daranno personalità a una scelta altrimenti un po’ scontata. E questo vale indipendentemente dalla moda e dal gusto personale.

Ma c’è anche un altro aspetto da non sottovalutare: la mutevolezza. I colori cambiano a seconda della luce, del tempo, del momento della giornata, della stagione e del luogo:  Ne era ben consapevole Joseph Albers, pittore e teorico dell’arte astratta e studioso del fenomeno del colore. Nel suo saggio:”Interazione del colore” afferma: “per usare efficacemente il colore dobbiamo essere consapevoli che inganna di continuo,  Per prima cosa si dovrebbe imparare che uno stesso colore produce innumerevoli possibilità percettive, inoltre il colore è il mezzo più relativo e inaffidabile perchè cambia a seconda delle tonalità con cui si relaziona”.

Invece di negare l’instabilità quindi, usiamola come una qualità. Alcuni colori sono più instabili di altri: rosso, azzurro e le tinte pastello cambiano di tono rapidamente con la luce. Verdi e blu invece risultano più stabili.

Detto ciò, in che modo il colore è collegato al trend? Si parla spesso di “Trend del colore”, ma che cosa significa? Che cosa c’è dietro lo studio di un trend? In altre parole: sono argomenti frivoli o hanno un significato e un peso che val la pena di considerare?

Le tendenze inevitabilmente finiscono con l’influenzarci, il che non è per forza negativo; possiamo dunque pescare a piene mani: ci sono moltissimi esempi validi sulle riviste o sulle bacheche di Pinterest create da professionisti esperti. Le immagini sono già sufficienti a trasmettere le sensazioni positive da trasferire nelle nostre case.

Alcune combinazioni di colore possono essere più o meno in sintonia col nostro gusto, ciascuno si orienterà sulle combinazioni più congeniali. L’importante è non esagerare con tonalità troppo sature e squillanti. Se possiamo offrire un consiglio è: tanto più un colore è acceso, tanto più ridotta deve essere la sua superficie. Qualcuno invece consiglia: “Osate col colore!”. Osare sì, ma con consapevolezza.



Tutto quello di cui abbiamo appena discusso è stato oggetto del workshop appena concluso (lo scorso 13 maggio) Nei prossimo workshop – previsto per il 27 maggio – parleremo invece di trend nel colore, ossia di come gli esperti sono in grado di predire le tonalità a venire. Sarà con noi la trend setter del colore Carla Bordini Bellandi che ci spiegherà cosa si intende per “trend” nel colore, da cosa nasce, come si consolida, come si utilizza. Sarà un’avventura entusiasmante. Vi aspettiamo!

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